Io sapevo.
Io sapevo i nomi dei personaggi comici autori di quello che oggi viene chiamato "trionfo".
Lo sapevo guardando i nomi del gruppo che stava al vertice, alquanto operettisticamente.
Io sapevo. Non avevo bisogno di prove. Non avevo nemmeno letto i sondaggi.
Tutto ciò fa parte di questo paese e dell'istinto del mio essere italiano.
Un'altra grande legge della vita che tutti conosciamo è quella che se cerchi lavoro non ti cagherà nessuno per mesi, poi appena firmi un pezzo di carta tutte le ragazze ti vogliono saltare addosso.
Forse ho fatto confusione.
Comunque, appena adesso ho ricevuto una telefonata ("ciao zoc, ti ricordi che hai sostenuto un colloquio da noi un anno e mezzo fa?" Eccomeno! Un ricordo indelebile, aspettavo proprio una chiamata uno di questi giorni... mi pare però di poter azzardare che alla fine non mi avete preso. "No ma vabbé, ma era per una posizione che tu eri troppo qualificato" ahahah, ma vaffanculo) per un posto in un bel posto. Io ho detto che lavoro già in un altro posto, ma lei dice che allora mi richiama stasera, per via dei segreti, ssst.
Ecco, queste cose qui io non sono bravo per niente.
Oggi mi sono alzato alle 5 per andare a Bergamo da un cliente, col mio capo. Posso testimoniarvi che alle 5 il mondo c'è già, lo hanno già caricato. Io credevo che fino alle 7 fosse tutto in manutenzione, ma perché non avevo mai provato a collegarmi prima.
Insomma, accecato dalla vita, lascio indietro figure mitologiche tipo i netturbini e mi trascino fino a un autogrill. Beviamo il caffé. Poi, mentre paga, il capo mi chiede "partecipi a un gratta e vinci?". Ora, io non ho mai comprato un gratta e vinci in vita mia. Non saprei il motivo. Perché sono uno snob di merda, forse. Però perdio se c'è una cosa che ho capito della vita è questa: se un giorno ti alzi alle 5 per andare a Bergamo, e dico Bergamo, col tuo capo e mentre sei là, tutto frollato, lui ti chiede "fai 50e50 del grattaevinci?" e tu putacaso gli dici di no, puoi stare sicuro che lui vincerà 20.000 euro e tu resterai là a constatare, non subito, facciamo qualche ora dopo, magari mentre mangi un capri alla stazione di servizio Brembola Ovest, che la vita è proprio ironica, ma di un'ironia un po' del cazzo.
Per questo gli ho detto sì. Per questo s'è vinto duecento euri.
Morale della favola 1: quando vi alzate alle 5 per andare a Bergamo, voi dite sempre sì a tutto, anche a valsoia.
Morale della favola 2: Hanno ammazzato Pavlov, Pavlov è vivo. Quando vi alzate alle 5, anche se col buongiorno vi danno 100 euro, voi lo stesso fino a mezzogiorno serbate della mattinata un ricordo molto spiacevole e di fronte all'idea della sveglia vomitate. Sarò io forse, che per ore e ore sto rintronato e non capisco una mazza (e anche adesso per me questo è come un aneddoto del '93 o '94), ma comunque sotto sotto rimango convinto che non ne valeva mica la pena. Pavlov in questo caso cosa direbbe? Di provare con trecento forse.

La mia giornata cominciava così. Mettevo in ordine delle notizie, le belle da una parte, le brutte da un’altra, le vere sotto, nascoste, le false sopra. Poi arrivava il mio capo. Dopo arrivavano i capi del mio capo. Ultimi arrivavano i comunicati, temibili e temuti. Dall'iperuranio arrivavano.
Cambiavo i testi, se necessario li traducevo dall’aziendale all’italiano, o dall’inglese iperuranico all’aziendale. Magari era un nuovo prodotto. Magari un bell’evento mondano.
Poi si chiamavano i giornali, io a tappeto, il mio capo invece solo il ristretto, selezionato, solito, caro, fedele giro di grandissime mignotte.
Oppure succedeva qualcosa, venivamo chiamati per qualche casino. Allora prima della fase standard si provvedeva a tamponare subito tutto con doppi giri di parole. Nei casi peggiori, il mio capo prendeva tempo con minacce di azione legale barra sospensione dei finanziamenti barra pestaggio da parte di tecnici autorizzati e qualificati.
Dopodiché si applicava la procedura standard.
Alla fine sentire capo del capo dire che lui benissimo, complimenti, noi anche bene dai, commentare che giornali, eh, così così, analizzare che amministrazione male, lamentare che comitati malissimo, sempre peggio, confidare che, però, pure il capo del capo del capo poteva fare meglio.
Mi ricordo riunioni farlocche, passate a giocare al bingo delle cazzate (trovato a suo tempo da soledad), dalle quali il mio responsabile usciva sempre senza aver detto nulla di rilevante ma con quella faccia di segreta soddisfazione, di compiacimento stupito e purtroppo mai del tutto comunicabile, come di chi ha fatto la cacca perfetta*.
Delle volte penso: ma io, anche queste cose qui che ho fatto. E pure altre, nella vita, che è lunga a tirarvele fuori adesso. Per fortuna che non ho fatto molto male a nessuno e a un certo punto mi sono accorto da solo, ma insomma, potendo, mi sputerei in bocca lo stesso. E accorgersi prima? dico io.
Senza moralismi, ma è stato tutto tempo buttato via.
Delle volte mi guardo indietro, mi vedo piccolo piccolo, scemo scemo.
Mi viene paura che anche oggi, in fondo, sia solo qualche mese di vantaggio su un me (che per brevità chiameremo) Migliore, destinato ad arrivare per sempre in ritardo, a constatare puttanate.
* Siccome qua a volte passa anche gente di classe, mi scuso se il mio parlar v'è duro. Per amor di chiarezza, la cacca perfetta è tale quando esce: a) subito, b) in un colpo solo, c) senza sporcare.
Scusate, ma il tfr dove me lo devo mettere secondo voi?
Non siate volgari eh, non facciamoci riconoscere sempre. Lo piglio? Lo lascio a maggese?
Trattative per il contratto.
Risultato primo tempo: ospiti sotto di 3-400 euro. La squadra di casa, accademica e cincischiona, ha spadroneggiato per larghi tratti dell'incontro, non riuscendo però a chiudere la partita e terminando addirittura in difesa.
Terreno di gioco in pessime condizioni, non si è riusciti a sgomberare il campo dalle parole Apprendistato e Step piovute copiose in settimana. Divario tecnico evidente, puntiamo ad accorciare le distanze, pareggio difficile, vittoria fuori portata.
Segui la diretta.
Secondo tempo. Buon recupero degli ospiti, partiti in contropiede veloce. Avversari distratti. Le distanze però si allungano di nuovo quando il commercialista (di cui, guarda caso, i padroni di casa hanno il numero di telefono e gli ospiti no) fischia un rigore inesistente. Vibranti proteste, due espulsi. Risultato finale: una merda, che nel giro di qualche tempo passa a merdina, già stabilito, nero su bianco. Si attende con curiosità la moviola, per rivedere alcuni episodi dubbi, l'estensione dei concetti di lordo e netto e la portata definitiva della merda.
Got bendiga wordreference ora et toujours.
Amen.